Scrittori, scribacchini...aspiranti autori... Tanta (troppa?) carta sui bancali...

Era capodanno di 4 anni fa. Vivevo un periodo particolare. Uno di quei momenti in cui senza nemmeno averlo davvero voluto ti ritrovi a fare un bilancio e arrivi alla conclusione (affrettata... quasi sempre) di non essere in grado di combinare nulla di concreto.
Fu allora che mi misi per la prima volta davanti al computer con l'intenzione di scrivere un racconto. Sono una giornalista, perciò nel corso degli anni mi sono trovata parecchie volte davanti ad un pc, mai prima di allora per provare a scrivere qualcosa di narrativo, inventato e fantastico. Ma soprattutto, qualcosa di personale. Sì, personale... perché nel momento in cui inventi una storia, che tu lo voglia oppure no, qualcosa di te stesso ci finisce sempre dentro...
Così sera dopo sera nel giro di circa sei/otto mesi quello che doveva essere solo uno sfogo, un racconto breve... è diventato un manoscritto di circa 200 pagine. Un vero e proprio "romanzo", quindi.
Romantico tanto, drammatico ma non troppo, a tratti buffo, e con un finale che lascia ben sperare per un futuro sorridente.
La cosa assurda (e che all'epoca mi ha sinceramente lusingata) è stata che qualcuno (legato a filo diretto con l'editoria nazionale e internazionale) si è interessato a ciò che avevo scritto. Interessarsi non vuol dire che poi il frutto della tua fantasia venga pubblicato (questo l'ho imparato sulla mia pelle).
Oggi ho la certezza che quella lunga bozza (posso chiamarlo manoscritto?) resterà per sempre chiusa in un cassetto. Rileggendolo ho anche capito che la protagonista "ero io" e che avevo creato il finale che avevo sempre desiderato ma che, per un motivo o per l'altro, non ero riuscita ad avere.
Perciò, dopo circa un anno dalla prima parola battuta sulla tastiera, l'ho stampato "alla buona", l'ho rilegato grazie a una bella spirale da ufficio e l'ho messo via.
Qualcuno a questo punto si sarebbe scoraggiato, altri adagiati sul fatto di essere riusciti almeno a scrivere (e soprattutto, a finire) un romanzo tutto intero. Io no.
Ho aperto un nuovo file di word, ho preso un bel respiro, e ho cominciato a dare corpo ad un altro scritto. Questa volta però, fin da principio mi sono impegnata perché davvero poco di me finisse nero su bianco e ho dato libero sfogo a una delle mie grandi passioni: il genere urban fantasy.
La mia vera avventura è quindi iniziata circa due anni fa. Tanto tempo? Non lo so, credo dipenda da persona a persona. Io non ho fretta. E sopra ad ogni cosa: ho imparato a scrivere prima di tutto per me stessa, lasciando da parte "l'ambizione di...".
I personaggi sono cresciuti insieme alla storia, la trama si è evoluta col tempo e oggi sono a pochi passi dal mettere la parola "fine" (ma non avendo una tempistica definita, cosa significhi per me "essere a pochi passi" ancora non lo so...). Cosa succederà dopo? Non ne ho la minima idea e nemmeno me lo chiedo. Non adesso.
E poi sono così tanti oggi gli scrittori, gli autori, i pubblicati e... gli aspiranti tali (riferito a tutte e tre le categorie)... :-)
Comunque è stato questo a portarmi a desiderare di aprire un blog.  La voglia di condividere una passione, di scambiare opinioni e critiche. Non ho alcuna intenzione di parlare troppo di me, ma una minima introduzione era dovuta.
Hmmm... quanto adoro leggere...
Un libro per piacermi deve prima di ogni cosa riuscire a trasportarmi nel suo mondo. Devo poter "vedere" i luoghi, i personaggi, i colori, le sfumature. Se mentre leggo immagino la storia che sto leggendo, allora questa storia per me funziona.
Cambio idea in base a ciò che mi trovo davanti agli occhi.
Ho adorato Laurell K. Hamilton, oggi non mi trasmette più nulla e ho smesso di cercare di ritrovare una vecchia emozione che ormai si è sciolta. La stessa cosa, purtroppo, mi è successa con Lara Adrian e J.R. Ward. Mi ritrovavo a leggere sempre le stesse cose...
Gli autori che mi creano emozioni oggi: Anne Rice in primis (intramontabile, non smetterei mai di rileggerla), e poi Scott Westerfeld, Alaya Johnson, Nalini Singh, Kerstin Gier, Cassandra Clare...
Tra gli italiani, hmmm... Licia Troisi, sì, lei sì. Inoltre mi sento di consigliare "La Saga di Amon" di Paola Boni. Complesso, ma fluido. Sto leggendo il primo libro ("L'Evocatore") ed è ricco di combattimenti epici, antichi rituali, con storie di demoni, druidi e famigli. Sono all'inizio, spero di poter confermare l'impressione positiva dopo aver girato l'ultima pagina... (è bello lungo, mi ci vorrà un po' visto che nel frattempo mi tocca lavorare per portare a casa la paghetta hehe)
;-)

Let's see...
Jo

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