LIBRO "Le streghe di East End", interessante ma non del tutto

Questa volta ho chiuso il libro e ho pensato "Sono io che sono strana oppure tutti sti intrecci incasinano la lettura anche agli altri?". Sto parlando del libro "Le streghe di East End" di Melissa de la Cruz (Leggereditore), circa 300 pagine in cui vengono raccontate le avventure della famiglia Beauchamp, mamma Joanna e le due figlie Freya e la sorella maggiore Ingrid. Ah si, sono streghe, ma di quelle vere, quelle che arrivano direttamente da Salem. E sono immortali. Fino a qui tutto chiaro. Piccolo problema: dopo essere state condannate proprio durante la caccia alle streghe di Salem, anno del signore 1692, è stato loro vietato di usare la magia dal supremo Consiglio. Vivono quindi a North Hampton (Long Island), piccola comunità insulare non descritta in nessuna carta geografica. Per secoli tutto tranquillo, fino a quando a North Hampton torna Bran Gardiner, rampollo di una ricca famiglia che si innamora perdutamente (corrisposto) di Freya. E' il giorno del loro fidanzamento ed eccolo lì, il problema. <Killian Gardiner. Il fratello minore di Bran, ventiquattrenne, che la guardava come se fosse in vendita al miglior offerente e lui fosse ben contento di pagare quel prezzo>...
...< L'unica cosa che importava era che quando erano stati presentati, lui l'aveva fissata con quei suoi sorprendenti occhi verde-blu, e lei aveva sentito un fremito in tutto il corpo>. Comincia così il tradimento di Freya, non cercato, in parte non voluto, ma colmo di una passione e di un desiderio quasi irresistibile.
Melissa de la Cruz
La trama scorre, non sempre veloce, anzi, in alcuni punti ti viene voglia di saltare qualche pezzo e arrivare al dunque, ma la storia è di per sè interessante. Di magia c'è n'è abbastanza, forse poteva essercene di più visto che si parla di streghe, ma son pur sempre streghe moderne che vivono con i problemi di ogni giorno, dalle pulizie di casa a quelle del bar dove lavora Freya.
Ma andare contro la propria natura non solo è difficile, a volte è proprio impossibile. Ed ecco così che cominciano con qualche piccolo incantesimo, una magia innocua qui, una là, e in men che non si dica si ritrovano a riportare in vita una persona. Ma tutto ha un prezzo, come impareranno a loro spese.
Per chi segue la prima stagione della serie tv (in Italia su Sky) bisogna dire che in effetti la frase "liberamente ispirata" è azzeccatissima. Rispetto al libro mancano alcuni personaggi, altri sono stati rivisti (il detective della polizia Matt Noble diventa Adam), ed altri ancora aggiunti (non c'è traccia in questo primo romanzo di Wendy, la sorella di Joanna che ha nove vite come i gatti). Anche la storia è un po' diversa. E bisogna pure ammettere che fino a qui intrigano di più le streghe dentro lo schermo che quelle lette in questo primo capitolo della serie di libri dedicati alla famiglia Beauchamp, ma io non mi scoraggio.
Non sono rimasta folgorata dal romanzo, non ci ho trovato nulla di realmente nuovo, anche se nel complesso scorre e soprattutto dà alle streghe ciò che delle streghe è: una scopa su cui volare, incantesimi, calderoni e pozioni.
A dire il vero in questo primo libro, tra gli intrecci delle varie storie d'amore (Freya e Bran - Killian e Freya - Ingrid e Matt) c'è qualcosa che va oltre e che ti fa venire voglia di leggere i successivi, ed è la fine. Eccolo qui, il colpo di scena, il cliffhanger che ti invoglia ad aspettare il romanzo successivo.
Sperando che l'attesa non sia troppo lunga!

Buona lettura, peeps!

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